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Turismo, l’Italia è al primo posto in Europa. Il Covid-19 ha “allontanato” 81 milioni di visitatori

lunedì  10 agosto 2020

L’epidemia “ha azzerato un’attività che proprio nel trimestre marzo-maggio ha la sua fase di rilancio stagionale, favorita dal susseguirsi di occasioni tra le festività pasquali e la Pentecoste (rilevante soprattutto per l’afflusso estero)”. In questo periodo, stima l’istituto di statistica, senza il COVID-19 ci sarebbero state 81 milioni di presenze (ovvero il 18% del totale annuale), il 23% delle presenze annuali di stranieri, nonché il 20% delle presenze annuali in strutture alberghiere.

Oltre alle strutture ricettive vere e proprie, la scala del cambiamento si intuisce guardando agli affitti a breve termine, che dal 19 aprile al 2 maggio si sono ridotti del 90% in Toscana, Veneto e provincia autonoma di Bolzano. Di pochissimi punti migliore la situazione in Valle d’Aosta, Trento, Emilia-Romagna, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia. In tutto il centro-nord, e talvolta persino nel meridione come in Campania, questo genere di attività è calato sempre almeno del 60%. Confcommercio ipotizza che a causa della crisi del settore siano a rischio chiusura, fra l’altro, 45mila bar o ristoranti, 16mila agenzie di viaggi o altri servizi nel campo.