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Ma chi la vuole la tassa sul turismo??

domenica  30 gennaio 2011

Monta la rivolta di Federlaberghi, di Federcamping, del Ministro Brambilla, del Presidente Matteo Marzotto e tanti altri.


In questa settimana abbiamo assistito a tanti botta e risposta fra enti, associazioni di categoria e amministrazioni sull’annosa questione della Tassa sul Turismo.
Ad oggi sembrerebbe essere rimasta solo l’amministrazione comunale di Firenze a sostegno di questa tassa. Ma, per quanto si possano comprendere le ragioni della cittá toscana, che evidentemente vedono in questa proposta un vera boccata d’ossigino e un aiuto concreto per la salvaguardia del proprio inestimabile patrimonio, la tassa resta malvoluta da tutti.

Fedealberhi Nazionale e i vari compartimenti provinciali e regionali sono unite: non vogliono che i propri consociati si trasformino in esattori fiscali per conto dello Stato senza contare il potenziale gravissimo danno alla competitività che le strutture alberghiere sarebbero costrette ad assorbire proprio in tempo di crisi globale.
Anche Federcamping fa sentire la propria voce. Come dice Maurizio Vianello, Presidente di FAITA-FederCamping “Il provvedimento, se approvato, produrrà un +10% della spesa turistica pro-capite nelle strutture ricettive italiane, che diventerebbero, quindi, meno competitive. Non contando che l´offerta ricettiva italiana è già gravata da un´iva tra le più alte d´Europa". Insomma, ha concluso Vianello: "un inutile e pericoloso balzello per il turista e un improvvido impegno per le aziende".

Addirittura si suppone che questa tassa andrebbe a favorire l’evasione fiscale, spingendo le strutture ricettive a soluzioni in nero.
Cosí, la proposta clamorosa del presidente di Federalberghi (Barnabó Bocca): tenere chiuse le strutture ricettive il 17 marzo, il giorno del 150° dell’Unitá d’Italia. Una forma di protesta decisamente clamorosa e frutto della rabbia, di chi si vede giá in grosse difficoltà e messo in ulteriori complicazioni dal proprio governo.

“Da tutta questa vicenda”, dice il Carlo Pieri, presidente di Adoc (Associazione per la difesa e l'orientamento dei consumatori), “ a rimetterci saranno sempre e solo i consumatori. Siamo contrari anche allo sciopero proposto dagli albergatori, a nostro avviso demagogico, inattuale e contro i consumatori che sono i principali danneggiati dalla tassa. Non comprendiamo perché gli albergatori non abbiamo sostenuto le nostre posizioni fin dall’inizio, esprimendosi in modo poco chiaro sull’introduzione del contributo di soggiorno ai Rom” facenbdo un’altra considerazione solo apparentemente lontana dalla tassa sul turismo, e degna di esser affrontata. “Ad ogni modo, siamo disponibili ad incontrare gli albergatori, se ritireranno lo sciopero indetto, per fare fronte comune.”

Federterme, addirittura, rilancia con la contro-proposta della “city tax”: allargare un contributo non solo alle strutture ricettive, ma a tutti i movimenti riconducibili al turismo all’interno del comune interessato. Questo consentirebbe di abbassare il livello del contributo rendendolo davvero minimo per ogni tassato e equilibrerebbe i ruoli degli esercenti nelle località turistiche

Per adesso la battaglia vá avanti!



Janhara.com




Aggiornamento del 03.03.11
Aggiornamento del 06.02.11